martes, 19 de junio de 2007

io e le mie circostanze.

Italiano.
Settimana prima dei finali, io e le mie circostanze:
Sono "al livello metafisico del tempo di studio". Ecco perchè dobbiamo soffrire così nella vita? C'è soltanto tempo per studiare, mangiare quando il corpo ha bisogno e dormire per lo stesso motivo. Ma sonno non è piacevole, incubi circa gli insegnanti del liceo e quiz di sorpresa (sempre storia, perchè se allora avevo fatto bene?). E una doccia... ma tutto altrimenti non è necessario, non c'è tempo per capricci.
Così i primi giorni intensi sono più meno bene, ma una volta che il primo esame si avvicina ... c'è una grande crisi, la fase metafisice già riferita che mi fa sembrare come una vittima del sistema. I lucidi non hanno significato, il professore è un deficente... sono soffrendo... ma dopo di quello mi ammetto che con soltanto una settimana di più potrei fare miracoli... in modo che non sono più una vittima. Quella è la mia colpa.
Divento ipersensibili circa tutte le altre funzioni della mia vita e tutte le idee più pazze sembrano essere bravi. Ma so che sono il risultato della mia situazione, come un giorno di pre-periodo mestruale. E provo a controllare i mio impulsi perché so che in due settimane avranno conseguenze terribili (un viaggio in Australia non è quello che dovrei pensare come programma di futuro).
Così il primo esame viene e all' autobus che va a la università ho il pensiero di che non sono presta per fare un esame, non sono concentrata. Ma ci conclude e non è importante se ho avuto esito oppure no, è fatto. Dopo del primo esame, io sono miù relasata, la crisi è finita però le sessioni intense di studio sono appena cominciando. Se sono fortunata e non ho due esami lo stesso giorno, mi permetto di prendere libero il resto del giorno che ho fatto un esame, che è una regola internazionale per gli studenti (tutti lo sapiamo).Domani serà un altro giorno (Scarlett O'hara).
Ma c'è un punto quasi allo termino quando io sono stanca ... sono esaurita, il mio corpo non può bere più caffeina, vorrei vedere il mondo più di sulla strada alla biblioteca. Penso che è impossibile andare all'ultimo esame. Ma lo faccio e quando lascio l'aula... non sono eccitata perché ho finito, soltanto bisogno una giorno-lungo-'siesta' (e probabilemente un certo aiuto di beautysession). Che cosa sucede con i voti è un'altra storia...


English.
A week before finals, me and my circumstances:
I am at the "metaphysical level of the study time". This is, Why do we have to suffer like this in life? There is only time for studying, eating when your body needs it and sleeping for that same reason. But not pleasant sleep, just nightmares about old high school teachers and surprise quizzes (always history, why if I did well then?). And a shower... but everything else is not necessary, there is no time for 'capricci'.
So the first intensive days are more less ok but once the first exam approaches...there is a big crisis, the metaphysical phase already referred above that makes me a victim of the system. The transparences make no sense, the professor is an idiot...I am suffering...but after that you realize that with only one week more you would make miracles...so you are not a victim anymore. That is your fault.
You become oversensitive about all the other aspects of your life, and all the weirdest ideas seem to be great. But you know that they are just the result of your state, like a pre-menstruation day. And you try to control your impulses because you know that in two weeks they will have terrible consequences (I shouldn't be planning a trip to Australia, like it is a great idea...).
The first exam comes, and on the way to school you have the feeling that you are not ready to do the exam, that you are not conscious enough. But it ends, and weather you did well or not, it is done. After that first one, you relax, all the crisis is gone and keep on doing the intensive sessions. If you are lucky and don't have two exams the same day, you allow yourself to take a break the rest of the day you have had an exam, that is an international rule for students (you think to yourself). Tomorrow will be another day (Scarlett O'hara).
But there is a point almost at the end when you break down...you are exhausted, your body can't handle more caffeine and you need to see the world more than on your way to the library. You think that it is impossible to go to the last exam. But you do it, and when you leave the classroom...you are not excited because you finished, you just need a day-long-nap (and probably some beautysession help). What happens with the grades is another story...
Nota: Título de hoy basado en la frase "Yo soy yo y mis circunstancias" de Ortega y Gasset, con la que estoy totalmente de acuerdo, sobre todo en exámenes.

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